giovedì 25 ottobre 2007

QUARTIERI D’AUTUNNO

Mario Pasquetti


Passo tra una goccia e l’altra in questa giornata piovosa di fine settembre.

La tua lontananza è il mio labirinto d’autunno. La tua distanza è il distacco di foglie morte e avvizzite che preparano il letto alla mia disperazione…Ma tutto questo non conta. Tutto questo non importa…

La mia lontananza è la tua scelta. La scelta di mantenerti distante da me.

La tua scelta è il tuo presagio. E’ la presunzione dell’aver già capito a priori chi sono, di considerarmi come un fottuto zodiaco che mi è stato involontariamente assegnato alla nascita e che ora mi ha bollato e trasformato, per tua convinzione, in un destino sgarbato e impertinente.

La mia lontananza è il frutto acerbo della tua sacrosanta volontà.


Passo tra una goccia e l’altra e provo a misurare lo spazio che le separa, ma è come se tra loro ci fosse una distanza impercorribile, incolmabile, incalcolabile…

La nostra distanza si è fatta disabitata, vuota. Vuota come questi quartieri. Vuota come il vuoto che separa queste gocce di pioggia…Passo tra una goccia e l’altra come se niente potesse più toccarmi, neanche più quest’acqua e mi chiedo se un giorno o l’altro capirai…

La distanza che in questi giorni ci separa è fatta di gocce, è fatta di centimetri, ma è come se fossimo lontani mille miglia. E’ come se noi nomadi vivessimo rinchiusi, reclusi e ammanettati in camere stagne separate. Come se fossimo stati assassinati e annegati in muri d’acqua e cemento.

Ogni mia decisione è una fatica e tu lo sai…

Ieri mi chiedevi di avvicinarmi a te, di volerti bene, di abbandonarmi a te e di amarti seguendo un istinto consapevole, un istinto positivo e costruttivo.

Dicevi che il tempo avrebbe fatto la sua parte, che per te sarebbe stato un piacere e un onore starmi accanto ed essermi d’aiuto; perché l’aiuto che ricevevi in cambio da me era ben più grande di quello che saresti stata in grado di regalarmi ed era ben più forte di quello che potevo immaginare.

Ogni mia decisione è una ferita e tu lo sai…

Oggi che tutto questo è successo mi chiedi il contrario di quello che hai desiderato con ardore.

L’aver scoperto di essere amata da uno come me ti spaventa a tal punto da farti allontanare.

Oggi mi chiedi di far tornare tutto come prima. Come prima di cosa? Prima del tuo cercarmi con insistenza, prima dei tuoi inviti, prima delle tue parole…Prima di cosa?

Adesso mi chiedi di far tornare tutto come prima, senza abbandonarci del tutto, ma io ti rispondo che non sono più capace, perché sono ormai inguaribilmente vecchio e sono ormai inguaribilmente stanco per tutti questi esercizi, per tutta questa ginnastica cardiaca.

Mi sento un po’ come questo cielo disfatto, come queste nuvole che danno da bere a una terra assetata, senza che nessuno abbia chiesto a loro nulla.

E’ così. Sarà solo così. Non potrà essere altro che così. Solo con questa mia imposizione di lontananza riuscirò a rispettare la tua volontà. La volontà dei tuoi pensieri che a mala pena intravedo, ma non conosco. La volontà della tua solitudine.

Tutto il resto non conta. Tutto il resto non importa…

Forse un giorno o l’altro lo capirai. Forse un giorno o l’altro ti pentirai o, più semplicemente, ti accorgerai che gli affetti, quelli veri e sinceri, non hanno bisogno dell’inganno delle parole. Non necessitano di nessun verbo o pensiero assurdo.

Passo tra una goccia e l’altra e forse mi illudo che un giorno o l’altro tu riesca a capire il bene che ti ho voluto, il bene che ho ricevuto da te e il bene che saresti ancora capace di regalarmi.

Passo tra una goccia e l’altra senza essere nemmeno sfiorato e aspetto il momento giusto, il momento esatto del ritiro, perché penso che, in fondo, di fronte alle volontà altrui bisognerebbe riuscire a conservare la discrezione della resa, la dignità definitiva del ritiro. E’ forse tra le cose più difficili da accettare, ma penso che nel rispetto dignitoso delle scelte altrui stia racchiusa la decenza di noi stessi.

Mentre resti immersa nel lago traboccante e immobile dei tuoi pensieri e dei tuoi dubbi eterni, mentre aspetti che qualcuno, a cui non importa niente del rispetto, ti scelga e approfitti un’altra volta di te, impadronendosi del tuo corpo e del tuo silenzioso assenso, dopo aver rifiutato per un’altra volta di credere ad un amore sincero, per aver avuto troppa paura di perderlo ancor prima di iniziarlo, voglio sperare che cambi qualcosa. Ma non lo spero per me. Lo spero per te, per la tua giovane età, per il tuo diritto ad amare e ad essere amata.

Sperare è l’unica e ultima cosa che mi resta.

Nella calma apparente di questa grigia e piovosa mattina di fine settembre, senza alcun bisogno di comprensione, senza alcun bisogno di consolazione, come se non volessi e non intendessi neppure alterare il rumore della pioggia, mentre mi chiedo se non sia più facile imparare a disobbedire ai sentimenti, passo tra una lacrima e l’altra, ascoltando il rumore dei centimetri, in questo silenzio assordante di parole dette e poi taciute per sempre.

9 commenti:

Andrea Pasinetti ha detto...

Intenso, una splendida parabola.
Complimenti

Andrea Pasinetti ha detto...

Inserito nei links!

Cri ha detto...

Forse se leggesse queste tue parole potrebbe accettare il salvagente che le hai lanciato...
In ogni caso tornerà la primavera

duchessa ha detto...

che dire,
...è un po' come avere un gatto morto sui coglioni...

Rastafari ha detto...

Un pugno!...di quelli che non ti tolgono il fiato, di quelli che non ti mandano subito K.O., ma ti tengono in piedi ancora quel tanto che basta per farti masticare tutta la nausea possibile...
E' una lama a doppio taglio questo pugno che provoca un'uguale sofferenza a chi lo riceve e a chi lo dà!
Commovente, BEL COLPO!

Anonimo ha detto...

sei un ladro di polli, scommetto che ti piace baricco. ammorbi. chepalle. ascolta, scelgli l'autocombustione. comunque non scrivere. zuccherino!

Anonimo ha detto...

Ma chi è questo ANONIMO del CAZZO, che come "L'ARETIN POETA TOSCO DI TUTTI PARLO' MAL FUORCHE' DI CRISTO GIUSTIFICANDOSI COL DIR NON LO CONOSCO"?

papaya ha detto...

ma è una storia vera? cioè tu ti senti così' perchè se si sono con te, fratello di mood

Anonimo ha detto...

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!!!