
In principio fu la Vasca.
Poi venne la Paperella.
L’Acqua fu solo il terzo giorno, come un ripensamento, ed era gelida come il non-essere che piastrellava il buio degli Inizi.
Ella entrò, rabbrividì e creò il Rubinetto Orlato di Rosso - e vide che era cosa buona.
La Schiuma venne il quarto giorno e il quinto, finalmente, iniziò a scaldarsi sin dentro le Sue metaforiche ossa.
Il sesto giorno contemplò il Vapore e la sonnolenza La riportò dolcemente al non-essere.
Dopotutto ho creato abbastanza - pensò - quando Paperella iniziò a starnazzare.
Le nuotava intorno ai seni e alle ginocchia che spuntavano dalla schiuma come monti nella nebbia e per poco non la gettò nel buio… ma l’aveva fatta per questo. Giocare.
Una compagna.
Ella guardò il muso di plastica gialla e si chiese se ripiegare su una foca o un dugongo.
Un airone, forse?
Cos’altro?
Per pensare creò lo Shampoo e si massaggiò il cranio e i neri capelli bagnati.
Fu così che il settimo, mentre la vasca si popolava dei Primi Animali, i capelli si allungarono per uscire dall’acqua, curiosi, spinti dai sogni taciuti nella notte vuota, e insieme fluirono e s’intrecciarono sino a formare la trama e l’ordito del mondo.
Quando l’odore di Fiori e Terra giunse alla Vasca, gli animali si avventurarono oltre il bordo per andare a vedere, e anche a Lei, perfetta, che sempre aveva dormito, venne voglia di sporcarsi.
Fu allora che tolse il tappo.
dal Libro della Paperella I, 1-21
3 commenti:
ma vaffanculo va'
Bellissimo.
Bravo Danir. Piaciuto.
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